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Racconto emozionante di Francesco sul suo viaggio di pesca alla ricerca di specie autoctone e non, che popolano le acque Thailandesi – Agosto 2012

31 Luglio: sono in aereoporto diretto a Bangkok, subisco un’interrogatorio durato circa 90 minuti da gente poco simpatica, una bella perquisizione, e, quando hanno constatato che ero solo un semplice pescatore e non un terrorista, mi hanno fatto imbarcare……….. cominciamo bene.

Arrivato trovo Boy (il contatto indigeno) ad aspettarmi con il taxi, mangiamo pad thay e parliamo di come organizzare i prossimi 9 giorni, poi via in hotel per una bella dormita.

La mattina di buon ora mi reco in una laguna ripopolata da pesci gatto del Mekong (unici posti dove è possibile insidiare questa specie) per la mia prima mezza giornata di pesca.

Ho solo quattro ore abbondanti nelle quali riesco ad agganciare cinque pesci (e vi assicuro sono pochi ).

Uno perso, tre sui 25 kg (i più cattivi in assoluto) e il pezzo!!!!!!!

Per loro ho usato la mia attrezzatura da siluro…… il Penn non è uscito incolume.

Una lungaaaaaaaa attesa:

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La potenza del Mekong:

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il pezzo:

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Così concludo la mia prima sessione……… direi alla grande.

Qui  incontro  anche due ragazzi svedesi e la guida Nok (in arte “Pino”), prossima tappa: la diga di khao leam!!!!

Non mi immaginavo un posto così bello e selvaggio…… un vero paradiso!!!!

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Qui rimarrò per tre giorni e il mio alloggio sarà una piccola baracca galleggiante a quaranta minuti di navigazione dal porticciolo in un’ansa isolata del lago.

L’obiettivo in questa giungla remota sono i grossi Giant Snakehead insidiati a spinning.

Primo giorno: sono in compagnia di “Pino” e di uno dei capitani, capisco subito che di piccoli pesci ce ne sono una valanga, una miriade di attacchi a galla, molti slamati e qualcuno preso da Pino ma per i giganti la musica è ben diversa… con loro bisogna cercare tanto e lanciare poco.

In questo periodo i grossi pesci sono a coppie per proteggere i piccoli appena nati……. quindi per trovarli bisogna prima trovare i “baby”.

Impresa molto difficile per la quantità ridotta di coppie, il vento e la pioggia che rendono quasi impossibile individuarli, comunque ce la mettiamo tutta e in un momento tranquillo ci troviamo nel posto giusto.

Avvistiamo tre palle di piccoli che ogni 2-3 minuti vengono in superficie per respirare, ci avviciniamo in silenzio quando all’improvviso l’acqua inizia a ribollire……….. un gruppo di persici della giungla attacca senza pietà i neonati di Snakehead ed i genitori attaccano a loro volta i persici per proteggere la prole (uno spettacolo raro quanto bello e spettacolare).

Rimango a bocca aperta a guardare questa meraviglia della natura finché com’è iniziata, finisce.

Pino a quel punto inizia a lanciare e al secondo lancio……….. un treno mangia la sua esca e dopo pochi ma violenti minuti esce il primo grosso pesce, una creatura stupenda, tra le più belle…

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Provo a lanciare anch’io, l’acqua è cosi chiara che riesco chiaramente a vedere il mio artificiale nuotare sotto il pelo di essa… neanche 10 metri che lo vedo sparire nel nulla…….. ferro e vedo il pesce di traverso……è bello…..adrenalina alle stelle ma dopo poco si slama.

Tentiamo ancora ma più nulla … si alza il vento e la magia svanisce.

Non mi demoralizzo e nonostante le onde individuo un piccolo sciame a riva tra un erbaio e l’altro… aspetto il momento giusto e lancio……. il buzzbait che usavo non fa in tempo a toccare l’acqua ed è addentato da quello che sarà il mio primo Giant Snakehead della vita. Non di certo un gigante ma un vero guerriero che mi ha riempito di gioia.

2 foto e di corsa dalla sua compagna e dalla sua prole:

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Decidiamo di concludere la giornata, pesce di lago per cena e a ninna.

Secondo giorno: decidiamo fuori programma di raggiungere zone remote del lago dove la pressione è minore se non del tutto assente.

Con il 2.0 td e la lunga lancia del capitano partiamo nell’inesplorato.

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Il monsone e il forte vento ci rubano gran parte della giornata ma l’area è molto selvaggia, infatti cessate le intemperie troviamo subito diversi gruppi di bolle lungo una riva ad erbai………. proviamo in tutti i modi ma niente, neanche una mangiata.

Sono rimaste ormai poche ore quando il capitano esclama “BABYYYYYYY”!!!

Parecchio distante da noi notiamo tantissimi cuccioli in pochi centimetri d’acqua. Pino mi consiglia di montare una rana di silicone e mi dice di provare.

Le bolle sono veramente tante, segno che i genitori non sono di certo piccoli.

Con il cuore in gola mi accuccio sulla prua e carico il lancio…….. lentamente ci avviciniamo finché sono a portata.

La mia rana atterra sul prato perfettamente al centro dei piccoli pesci. Non si sono accorti di noi ed io rimanendo accucciato inizio a recuperare velocemente.

Quando il piccolo silicone tocca l’acqua a un metro di distanza, si vede partire sotto una grande onda, un missile che in una frazione di secondo è sulla rana. La mangiata è violentissima a tal punto che cado in ginocchio, inizio a tremare come una foglia e non vi so descrivere quello che ho provato in quei pochi minuti ma sicuramente le immagini vi possono aiutare.

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i brividi mi accompagneranno per tutto il viaggio di ritorno………. una cattura indescrivibile!!!

Ultimo giorno: solo mezza giornata causa trasferimento. Pino decide di andare con i ragazzi Svedesi per aiutarli visto i risultati nulli ed io solo con un capitano che parla soltanto Thai.

Andiamo dove vuole lui ma non ci siamo (solo due piccoli slamati).

A quel punto gli faccio cambiare zona e navigando lentamente decido il mio spot: una grossa area di acqua bassa piena di piante secche… cercando lentamente e senza fare rumore avvisto dentro una pianta le bollicine… mi piazzo in modo da avere due piccoli corridoi nello sporco e sempre stando accucciato aspetto… lancio il buzzbait appena vedo un segno……… per una ventina di lanci una coppia di grossi e bellissimi Giant Snakehead si scaglia sulla mia esca finché non ne aggancio uno…….. spettacolo puro ma dopo poco lo perdo……… non mi scompongo nella speranza che il compagno non si sia accorto di me ma continuando a lanciare non vedo nessun interesse verso il mio rumoroso artificiale……. prima di gettare la spugna provo l’ ultimo lancio con un minnow bianco……….. mangiatona in diretta e combattimento da paura in uno spot a dir poco estremo.

Ormai in barca la mia felicità è incontenibile, lo ammiro, ha una livrea eccezionale e si è difeso con tutta la forza che poteva avere regalandomi un’emozione cosi forte che quasi mi sono messo a piangere. foto veloci e di corsa dalla sua famiglia.

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Talmente appagato dalla cattura che per me non aveva più senso continuare la pesca ed ho smesso concludendo così la mia prima parte del viaggio.

5 Agosto: lasciato il lago discendiamo per circa 500 km il fiume per la prossima meta: il mercato galleggiante di Ampawa.

Situato a circa 70-80 km dalla foce del Maeklong è un posto molto caratteristico sviluppato lungo i vari canali del delta del fiume, meta turistica della gente indigena.

Qui passerò i prossimi quattro giorni in compagnia di Francois, un simpaticissimo pescatore Francese che detiene il record della razza di fiume (2,41 m di larghezza).

Con lui pescherò per i prossimi due giorni e vista la grande simpatia instaurata, mi accompagnerà per tutto il resto del mio viaggio.

In questo paio di giorni abbiamo pescato in una laguna a 50 minuti di auto dal mercato per cercare di catturare carpe siamesi e chao praya (pesci gatto predatori autoctoni) ma ripopolato anche con specie amazzoniche tra cui l’arapaima……….

Primo giorno: arrivati, mi danno una canna da spinning con una manciata di piccoli artificiali ed un secchio pieno di piccolissime tilapie vive (1-3 cm)……. ho iniziato a tirare in acqua i piccoli pesci……. la risposta è stata istantanea………. lanciando l’ artificiale li in mezzo ogni volta era una tirata…… alligator gar in quantità infinita ed un bellissimo coda rossa amazzonico:

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Dopo un paio di ore decidiamo di montare per le carpe……….. passano due, forse tre ore e parte la canna di Francois….. capiamo subito che si tratta di una carpa dalla fughe infinite, questa oltre ad essere molto astuta possiede una bocca molto fragile con un rischio notevole di slamatura. Per fortuna e bravura del Francese va tutto bene…….. la carpa è enorme, sui 50 kg e le foto non gli fanno onore.

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Bagnetto, rilascio ed è il mio turno. Non una carpa ma un pacu nero sui 10 kg, molto particolare, tenace e acrobatico:

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Dopo questa cattura proviamo con il vivo per i Chao Praya ma la notevole quantità di gar non ci ha permesso di pescare……… a quel punto tiriamo fuori 10 kg di maccarelli comprati la mattina al mercato e con una montatura formata da girella e finale ad amo singolo abbiamo iniziato a pescare al tocco pasturando sotto i piedi……… Gar e Red Tail a nastro……. attese di 15 secondi massimo…… una vera mattanza………… sicuramente da provare, anche se non da grosse soddisfazioni è molto divertente ed i pesci sono bellissimi ed in ottima salute:

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La giornata è stata molto generosa e con gli ultimi due pesci si è superata:

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ed un’ arapaima……..creatura eccezionale:

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Il secondo ed ultimo giorno nella laguna non siamo riusciti a prendere carpe né Chao Praya ma in compenso con il maccarello un delirio di pesci, Gar e coda rossa……..e una gradita sorpresa:

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Stanchi ma contenti come bambini salutiamo la laguna ed i suoi gestori molto simpatici ed accoglienti per tornare al fiume…… quello che aspettavo veramente.

Qui nel Maeklong pescherò per due giorni tentando di catturare una razza gigante. Non potevo scegliere momento peggiore perché la marea in quei giorni era notevole e per le forti correnti create dai dislivelli le ore di pesca si erano ridotte sensibilmente (7-13 del mattino).

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Dopo la prima mattinata a guardare le bottiglie immobili nel fiume mi viene una brutta sensazione (cappotto!) e dopo aver visto la collezione di ami del mio amico (due dritti, due spezzati e due chiusi……….decisamente inadatti) convinco il team a fare uno strappo alla regola e a provare durante la notte………. li convinco anche a cambiare gli ami utilizzati fino a quel momento.

Verso le 17 cominciamo a calare le 16 bottiglie con un kilo di zavorra ed un piccolo pesce gatto all’ amo………. la mia sensazione non mi ha tradito questa volta e proprio al calare del sole una bottiglia parte a razzo!!!!!!! ci avviciniamo velocemente e leghiamo la lenza a quella della bottiglia ed a quel punto ci siamo.

Il combattimento più duro che abbia mai affrontato, 20-30 min solo per staccarla dal fondo con una canna da 140 lb ed un nylon del 2!!!!

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Dopo un’ora e 45 minuti, dopo una guerra oltre che fisica psicologica, dopo che è emersa quattro o cinque volte con un urlo trovo le ultime forze per tenerla il più possibile sollevata per facilitare i guadinatori che riescono nell’ impresa.

Non posso credere a quello che ho appena vissuto…… davanti a me c’ è qualcosa di infinitamente grande, solo il naso è più del mio petto ed una coda lunghissima, ben oltre i 200 kg………. indescrivibile.

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La mattina dopo come mi aspettavo non succede nulla a parte un barramundi da record pescato da un vecchietto con la canna di bambù ed un gambero:

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Alle tredici cessiamo definitivamente la pesca qui.

L’ultimo giorno lo passo a pesca con François per cercare di catturare una carpa e con 70 kg di pastura riesco nell’ impresa!!!

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con questa stupenda carpa concludo questa magica avventura e salutando gli amici che mi hanno accompagnato all’aeroporto me ne torno a casa.

grazie a tutti!!!

Grazie a te Francesco, un abbraccio da parte mia e di tutte le guide con cui hai condiviso questa fantastica avventura, grazie ancora ;)!!!

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Comments
2 Responses to “Testimonials”
  1. Francesco Olivetti ha detto:

    Grazie Paolo per aver condiviso nel tuo sito il mio racconto e grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato ed aiutato in questa stupenda avventura, anche tanti complimenti a Boy e a tutto il suo staff per il lavoro impeccabile e l’ accoglienza unica che li rende speciali.

    alla prossima!!

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